La chiesa oggi

La prima pietra dell'attuale Chiesa di San Vitale Martire in Fuorigrotta, un quartiere di Napoli, venne posta il 21 maggio 1952, dopo che oltre un decennio prima era stata demolita quella precedente, un antico luogo di culto.  La prima testimonianza, finora nota, di un luogo di culto intitolato a San Vitale nella zona di Fuorigrotta, risale ad un atto notarile rogato a Napoli l'8 settembre 985, oltre mille anni fa.

La vecchia Chiesa di S. Vitale sorgeva un pò più in là rispetto all'attuale, nei pressi di Largo Lala, e fu nota in Italia e all'estero per avere custodito fino al 22 Febbraio 1939 i resti mortali del poeta Giacomo Leopardi, deceduto a Napoli il 14 Giugno 1837.

 

In occasione della realizzazione del piano di risanamento di Fuorigrotta, il 23 Maggio 1940, il vescovo Alfonso Castaldo cedette all'Autorità Comunale di Napoli le Chiese di S. Vitale martire, di S. Francesco e del SS. Rosario, dell'Immacolata di Lourdes e l'oratorio dell'Arciconfraternita del SS. Sacramento, con la facoltà di demolirli. La parrocchia di S. Vitale fu trasferita nella Chiesa di Santa Maria della Protezione in Via Leopardi e successivamente nella Chiesa dedicata alla SS. Trinità, odierna Chiesa del Buon Pastore e S. Francesco di Paola. Allo stesso tempo, il vescovo stipulò con il Comune di Napoli una convenzione per la riedificazione delle Chiese demolite.

La nuova Chiesa di S. Vitale fu progettata dall'architetto Ferdinando Chiaromonte ed il 21 Maggio 1952, dopo una serie di contrattempi che avevano ritardato l'inizio dei lavori, fu posta la prima pietra. Per motivi burocratici e finanziari, la costruzione si protrasse per molto tempo, tanto che il Comune di Napoli consegnò le chiavi all'economo curato Francesco Siviglia solo il 1° luglio 1963. Successivamente, nel corso degli anni sessanta, a completamento, furono realizzate le opere scultoree e decorative e gli arredamenti in legno.

La storia più recente  ci ricorda che nel giorno di Natale del 1992 l'attuale parroco Mons. Pasquale Borredon inaugurò la nuova area presbiterale, realizzata su progetto dell'architetto Gennaro Carotenuto secondo i nuovi indirizzi del Concilio Vaticano II; una grande icona, raffigurante la "Discesa dello Spirito Santo", copia di pittura armena, fa da sfondo alla cattedra del celebrante

Mosaici e vetrate artistiche, ispirate ai sette sacramenti ed allo Spirito Santo, danno luce alla cupola. Cimeli grandiosi dell'antica Chiesa, trasportati nella nuova ai due lati dell'altare, sono le due grandi tele attribuite a Luca Giordano: "Il trionfo di Davide" e "Il trionfo di Giuditta".

Nel 1996 è stato installato il grandioso organo, opera dei Fratelli Ruffatti di  Padova, radicalmente restaurato ed ampliato nelle sue capacità espressive.

Nel 1997 è stata aperta la cappella del SS. Sacramento, ricavata in un ambiente ubicato alle spalle dell'altare maggiore, sotto il citato organo.

Il 21 maggio 2002, con solenni celebrazioni religiose presiedute dal vescovo S.E. Mons. Silvio Padoin e dal parroco Mons. Pasquale Borredon, oltre che con manifestazioni spettacolari dei gruppi parrocchiali, è stata ricordata la ricorrenza del 50° anniversario della posa della prima pietra, una tappa importante della storia e della fede di questa Chiesa.

E la storia e la fede continuano il loro eterno cammino...

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