Sappiamo ascoltare?

orecchio

Testo tratto da Desiderio di Dio. Esercizi di contemplazione. di Franz Jalics

A parer mio l'amore del prossimo risente soprattutto del fatto che non ci ascoltiamo e non prestiamo attenzione agli altri a motivo della nostra tensione per i risultati che vogliamo ottenere. Il primo problema del rapporto con le persone è che non ci ascoltiamo. Ascoltare qualcuno non significa sentire semplicemente le parole, ma raccogliere il desiderio che anima l'altro. Di più: significa essere presso l'altro con tutti i nostri sensi e far sì che l'altro si senta pienamente capito e totalmente accettato.

Ci risulta molto difficile ascoltare veramente. Di solito, nel rapporto con le altre persone, ascoltiamo fino a quando abbiamo più o meno capito ciò che il nostro interlocutore voleva esprimere. Poi iniziamo a seguire i nostri pensieri e i nostri interessi. Chi ci sta di fronte può tranquillamente continuare a parlare, ma noi non siamo più con lui… Cosa ci insegna la preghiera contemplativa? Ci insegna l'ascolto. Ci insegna ad ascoltare Dio e ci insegna ad ascoltare le persone, poichè è la stessa cosa. Viceversa: chi è capace di dare ascolto alle persone, può ascoltare anche Dio. Nessuna tecnica, nessuna dinamica di gruppo, nessun corso di autoconoscenza mi sembra esercitare la stessa efficacia nelle relazioni con le altre persone come imparare ad ascoltare.

Il secondo problema nel rapporto con le persone è la tensione per i risultati. La società moderna ci mette sotto pressione per mostrare tutto quello che siamo in grado di ottenere. Ciascuno viene giudicato in base alle sue prestazioni. Questa è la legge che regna sovrana non solo nell'ambito del mondo materiale, ma anche all'interno delle relazioni interpersonali…. In questo contesto mi viene in mente il buon samaritano (cf. Lc 10,30-37): un uomo, percosso dai briganti, giaceva mezzo morto sul ciglio della strada. Passò un prete. Era teso perchè doveva andare di fretta a Gerico. Riuscì a vedere il ferito soltanto con gli occhi corporali, ma non riuscì a farsi toccare da lui come uomo sofferente. Ammettiamo, ad esempio, che dovesse tenere una conferenza o fare un funerale e che gli fosse indispensabile giungere puntuale. Essendo sotto tensione non poteva percepire l'altro come persona.

Anche nel secondo passante deve essere successo qualcosa di simile.

Il terzo passante era un samaritano, probabilmente un commerciante, che si trovava in viaggio d'affari. Anche lui era concentrato sui suoi problemi, ma riuscì per un attimo a prendere le distanze e a farsi coinvolgere dal bisogno d'aiuto dell'altro. Si avvicinò ed ebbe cura di lui. La mattina seguente ritornò ai suoi affari. La differenza tra i tre non si trova nella diversità della tensione alla quale sottostavano, ma nel fatto che i primi due non furono in grado di staccarsene. Il samaritano fu anche in grado di posporre, per il tempo necessario, il suo programma e di dedicarsi completamente a chi aveva di fronte. Quando ci si trova sotto tensione per i risultati non si riesce a percepire realmente il prossimo nè ad amarlo. Anche quando per la strada uno sconosciuto ci rivolge la parola è necessario poter accantonare il resto completamente per qualche minuto, così da essere al cento per cento con questa persona e non avere in animo altro che prestarle attenzione. Allo stesso modo non dovremmo avere nessun altro pensiero e cogliere soltanto quello che da lei proviene. Ma ciò ci riesce estremamente difficile.

Il problema non si trova in tutto ciò che le cose da fare ci richiedono. Nel mondo esterno è ovviamente necessario presentare dei risultati. Si tratta di capire, però, se noi al momento giusto riusciamo a "staccare" o siamo schiavi dell'assillo di perseguire i nostri obiettivi. Questo è il punto decisivo. Cosa ci insegna la preghiera contemplativa? Ci insegna a "staccare". Impariamo a esistere semplicemente per Dio, senza desideri, senza preoccupazioni, senza scopi, senza intenzioni e liberi da tutti gli altri interessi, pensieri ed attività. Chi esiste in questo modo, può esistere per Dio e può esistere per il prossimo, visto che le due relazioni sono una cosa sola…. Anche sotto questo punto di vista, la preghiera contemplativa è la scuola migliore per incontrare le persone.

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