Sepoltura o cremazione ?

lavitaeterna

La Commemorazione dei fedeli defunti e la visita ai nostri Cimiteri favorisce una riflessione su un interrogativo che molti si pongono: sepoltura o cremazione? La risposta a tale domanda deve attendere un poco in quanto occorre premettere una chiarificazione sulla esistenza e sul senso della vita. Sarebbe, infatti, tragico considerare la vita come un fiume che non può fare a meno di sfociare nel grande mare della morte, unirsi alle sue acque e sparire.

«Nascere per morire»e «morire per sparire»! Non c’è maggior tragedia.

Invece passare per questo mondo per «guadagnare quello che aspettiamo» significa dare alla vita un orizzonte di senso e finalità. O, se si preferisce, rispondere adeguatamente ai grandi interrogativi che si annidano in tutti i cuori umani e che prima o dopo affiorano in superficie e reclamano una risposta convincente: «Perché nascere, perché vivere, perché soffrire, perché morire». Sono le gradi domande esistenziali a,le quali nessuno sfugge.
La fede cristiana, che confessano coloro che credono in Gesù Cristo, non toglie alla morte la sua drammaticità né impedisce che la stessa morte sia «il massimo enigma della vita umana » (GS 18). Tuttavia la fede in Gesù Cristo converte questo enigma in certezza di una vita senza fine poiché ci assicura che la morte è il passaggio alla pienezza della vita vera: la vita eterna. E’ per questo che la Chiesa chiama dies natalis (giorno natale/ giorno della nascita) il giorno della morte di un vero cristiano.

In questo orizzonte la morte non è un finale disastroso dell’esistenza e la sparizione completa dell’essere umano, ma il prolungamento della vita in uno stato nuovo. Lo afferma il Prefazio della messa dei defunti:: «In Cristo tuo Figlio, nostro salvatore, rifulge in noi la speranza della beata risurrezione, e se ci rattrista la certezza di dover morire, ci consola la promessa dell'immortalità futura. Ai tuoi fedeli, Signore, la vita non è tolta, ma trasformata; e mentre si distrugge la dimora di questo esilio terreno, viene preparata una abitazione eterna nel cielo».

«Morire con Cristo» dunque , che inizia con il Battesimo, giunge alla sua pienezza quando moriamo per risorgere con Cristo per non morire più.
«La Risurrezione della carne» ci offre la chiave per comprendere il senso che ha la morte per coloro che credono in Cristo. Grazie alla nostra fede nella risurrezione della carne la morte è il passaggio alla Vita Vera; è aprire la finestra su una eternità beata; è trasformare il dolore e la debolezza in gioia senza fine.

Questo spiega il trattamento di grande rispetto e venerazione che la Chiesa riserva ai cadaveri delle persone che muoiono in Cristo: sono dignitosamente esposti al saluto ultimo di amici e parenti, vengono aspersi con l’acqua benedetta, venerati con l’incenso e infine deposti in un luogo benedetto.

Risale agli stessi tempi apostolici, d'inumare le spoglie mortali dei fedeli, affidandole alla terra, in attesa della risurrezione finale. Per questo i corpi dei defunti vengono inumati nella terra del luogo benedetto quale è il cimitero: il Campo/santo. Con frequenza sempre maggiore vi sono fratelli e sorelle che chiedono, attraverso le proprie volontà testamentarie, di essere cremati.

Per la Chiesa l’essenziale non è l’inumazione nella terra o la cremazione; ciò che davvero conta è la fede nella risurrezione. Tanto è vero che quando consti che la cremazione sia stata scelta come negazione dei dogmi cristiani, o con animo settario, o per odio contro la religione cattolica la Chiesa si vede obbligata a privare il richiedente delle esequie. Lo stesso Catechismo della Chiesa Cattolica afferma in modo assai sintetico: "La Chiesa permette la cremazione, se tale scelta non mette in questione la fede nella risurrezione dei corpi" (2301).

La certezza della Risurrezione colma di consolazione il cuore umano, ci assicura che saremo uniti per sempre ai nostri cari oltre la morte nella vita che non avrà fine per non essere più separati da coloro che ci hanno preceduto nel segno della fede e dormono il sonno della pace.

E per questi motivi che quando ci rechiamo al cimitero, quando adorniamo la tomba dei nostri cari, quando recitiamo una preghiera, quando facciamo celebrare una santa messa di suffragio, noi non cediamo a un sentimentalismo superficiale, ma rendiamo davvero concreta la nostra fede nella comunione dei santi.

P.Tommaso Stenico

Articolo tratto da: www.umanesimocristiano.org

 

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